L’inverno è ancora nel pieno del suo corso, ma dovremmo già organizzarci a pensare alla stagione estiva, quindi perché non realizzare un punto di preparazione esterno al nostro locale?

Perché voler fare un banco bar esterno

Le vicissitudini di pandemia hanno dato a tutti il tempo di riflettere sulla propria attività professionale: nuovi approcci, nuovi menù, nuove modalità di comunicazione, e molto altro. Quindi in molti hanno ragionato su la possibilità di duplicare il servizio (o proporre prodotti differenti) nella parte esterna. 

Punti da analizzare prima di iniziare il progetto

Ma come realizzare un punto bar nell’esterno? 

Quali sono le dimensioni, cosa si può preparare? 

Quali sono i costi di realizzazione? 

Quali le limitazioni e le richieste burocratiche? 

Ci soffermeremo sui diversi punti per fare un’analisi che possa essere valida in tutti i contesti (o almeno nella maggior parte dei casi). Pur se di piccole dimensioni un banco da bar all’esterno può essere un grandissimo valore aggiunto per il settore Bar&Restaurant.

Il momento difficile della pandemia si spera che sia un ricordo nella stagione estiva e ci sarà la voglia di tutti di tornare alla socialità, una riscossa e riscoperta dell’italian style con qualità, servizio, accoglienza e innovazione.

Le location con spazi esterni sono sempre state i punti focale della stagione calda, ma quest’anno avranno un valore ancora maggiore, e il miglior modo per valorizzare lo spazio esterno è la possibilità di preparare “a vista” dei clienti/consumatori i nostri drinks.

Il termine consumatore è poco canonico nel nostro mondo, ma dovremmo ragionare sul post-covid. Per mesi abbiamo vissuto con canoni di sicurezza e igienizzazione differenti dal nostro abituale modo di vivere, e queste nuove modalità influenzeranno i luoghi preferibili dai nostri Consumatori (clienti).

I vantaggi di preparare drinks (o altro) nel bancone esterno sono, (oltre che di garanzia di sicurezza alimentare), tempo di servizio azzerato, possibilità di interazione diretta con i clienti, visibilità sul passaggio delle persone, e naturalmente il fascino di vedere un Barman/Barlady all’opera (magari facendo anche del Flair,  che potrete imparare in questo corso da Barman acrobatico).

Realizzare un banco bar all’esterno è un progetto che va studiato preventivamente, considerando molti fattori.

Progettazione e costruzione di un banco bar esterno

Il fondamento per il progetto e la realizzazione di un banco bar è l’analisi dell’ergonomia in funzione del tipo di servizio che si deve svolgere.

La struttura dovrà tenere conto dello spazio a disposizione, della possibilità di rimessaggio del banco (evita atti di vandalismo, deterioramento da agenti atmosferici e/o furti).

La funzione principale sarà servire e preparare cocktail, che concorreranno a una parte importante del nostro fatturato. Il bancone dovrà essere ergonomicamente ben progettato (in relazione al menù, la lista dei cocktail e l’eventuale proposta food), permettendo di lavorare anche sui grandi volumi, con spazi ben ragionati e pulibile con semplicità (purtroppo l’esterno attira facilmente api, insetti e moscerini), insomma dovrà permettere di lavorare comodamente e in modo visivamente gratificante. 

Consigli prima di iniziare:

Il consiglio è di preparare un “finto bancone” (anche con del cartone) per simulare tutti i movimenti e tutti gli spazi che ci serviranno in funzione del menù e del servizio.

Dopo aver stabilito la corretta disposizione degli spazi, potremmo ragionare sull’acquisto di una Work Station già pronta (bella, ma molto dispendiosa, la utilizziamo nel banco madre durante le attività formative), o una Vasca Tecnica da incassare in un banco (dal costo molto più contenuto, lo stesso che utilizziamo durante i nostri corsi da Barman).

Altri fattori da considerare sono:

La presenza di un punto lavaggio (carico e scarico acqua)

Strumenti elettrici (blender, spremiagrumi, frigorifero, produttore ghiaccio, etc.).

Possibilità di banco su ruote per rimessaggio durante l’orario di chiusura

Possibilità di chiudere il bacon con pannelli per evitare di “smontare” tutti i giorni ogni cosa.

Il materiale con cui costruirlo varierà di molto in funzione della durata del bancone stesso (una stagione o per moti anni?). L’importante è che sia di materiali adeguati a livello normativo, quindi pulibile facilmente.

Servono dei permessi per costruire un banco bar?

La risposta non è facile, in alcuni casi i regolamenti comunali pongono delle restrizioni su in alcune zone anche sui materiali permessi. Meglio informarsi prima di realizzare il bancone. L’iter standard è la progettazione e presentazione presso gli uffici comunali preposti, facendosi supportare da uno studio di progettazione (geometra, architetto, etc.) che presenterà il progetto in conformità alle richieste dei vari comuni tramite una SCIA.

Nota: nel caso di spazi pubblici in concessione la presenza di loghi e scritte comporterà anche il pagamento una tassa (la stessa delle insegne).

Materiali e costi

A seconda dei materiali e della durata prevista, i costi dei materiali possono andare da 800-1000 ad alcune migliaia di euro. Per un banco durevole nel tempo, con impianti idrici e di energia elettrica fissi, i costi sono equiparabili alla realizzazione di un bancone interno.

A questi costi dovremo aggiungere la parcella del professionista che presenterà il progetto al comune, con costi che vanno dai 2000 ai 5000 euro.

Rispetto alla progettazione di uno spazio interno, non avremo le classiche sorprese durante la realizzazione, quindi se ben organizzato, il costo e i tempi di realizzazione saranno certi.

Cambiare il servizio, e il punto di preparazione può far decollare un locale molto velocemente, se dovessero occorrerti altre informazioni puoi contattarci per una consulenza formativa, in questo link sono disponibili tutte le informazioni per consulenze di riqualificazione per bar e barman.

La sede di Accademia Barman si trova a Roma in Via Rocca Priora n. 47 (Fermata della Metro A Colli Albani). Tutti i Corsi si svolgono nella nostra Accademia.

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